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Il Vangelo della risurrezione di Gesù Cristo incomincia con il cammino delle donne verso il sepolcro, all’alba del giorno dopo il sabato. Esse vanno alla tomba, per onorare il corpo del Signore, ma la trovano aperta e vuota. Un angelo potente dice loro: «Voi non abbiate paura!», e ordina di andare a portare la notizia ai discepoli: «È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea». Le donne corrono via subito, e lungo la strada Gesù stesso si fa…

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La via della  nonviolenza

“Che siano la carità e la nonviolenza a guidare il modo in cui ci trattiamo gli uni gli altri nei rapporti interpersonali, in quelli sociali e in quelli internazionali”. Questo auspicio è il cuore del messaggio che Papa Francesco invia per la giornata della pace 2017.

Non si tratta di buonismo, di arrendevolezza, di sforzo ascetico ma del frutto di una consapevolezza, che ogni persona è “immagine e somiglianza di Dio”, che siamo gli uni per gli altri “doni sacri dotati di una dignità immensa”. È facile riconoscerlo quando le relazioni sono buone e riguardano i nostri cari, ma non altrettanto facile “nelle situazioni di conflitto”. Ecco, è qui che siamo chiamati a fare “della nonviolenza il nostro stile di vita”. La storia ci insegna che la violenza non ha mai raggiunto obiettivi duraturi, anzi ha sempre “scatenato rappresaglie e conflitti letali che recano benefici solo a pochi «signori della guerra».

Non ha peli sulla lingua il nostro Pontefice, anche perché fa affidamento sulla «buona notizia» di un Gesù che “predicò instancabilmente l’amore incondizionato di Dio che accoglie e perdona, e insegnò ai suoi discepoli ad amare i nemici e a porgere l’altra guancia”. Egli ha percorso fino alla fine, fino alla croce, la via della nonviolenza, per cui “essere veri discepoli di Gesù oggi significa aderire anche alla sua proposta di nonviolenza”.

Benedetto XVI in un Angelus   aveva affermato: “La nonviolenza per i cristiani non è un mero comportamento tattico, bensì un modo di essere della persona, l’atteggiamento di chi è così convinto dell’amore di Dio e della sua potenza, che non ha paura di affrontare il male con le sole armi dell’amore e della verità”. Molti sono i testimoni che si sono lasciati guidare da questa convinzione, anche tra le altre tradizioni religiose.

Ribadisce il Papa: “Nessuna religione è terrorista. La violenza è una profanazione del nome di Dio. Non stanchiamoci mai di ripeterlo: «Mai il nome di Dio può giustificare la violenza. Solo la pace è santa. Solo la pace è santa, non la guerra!»”. Il Papa ricorda il pensiero di Gesù che attribuisce al cuore dell’uomo la radice della violenza, per cui è da lì che bisogna partire, per passare attraverso l’esperienza familiare, “indispensabile crogiuolo” attraverso il quale tutti i componenti imparano a comunicare e a prendersi cura gli uni degli altri e dove i conflitti vengono superati “con il dialogo, il rispetto, la ricerca del bene dell’altro, la misericordia e il perdono”. Questa logica dovrà poi passare nel mondo e irradiarsi in tutta la società, perché “un’etica di fraternità e di coesistenza pacifica tra le persone e tra i popoli non può basarsi sulla logica della paura, della violenza e della chiusura, ma sulla responsabilità, sul rispetto e sul dialogo sincero”.…

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“Vegliate!” è la parola del Signore che fa avvenire l’Avvento, lo fa essere, lo fa cominciare ancora una volta, creando al tempo stesso la venuta e l’attesa. Ci sono parole, come questa, che quando risuonano hanno la capacità dar vita a un mondo, disegnare orizzonti, rievocare immagini e sentimenti, ma anche paure e speranze.
 
“Vegliate” risuona nel momento stesso in cui attorno a noi la natura, sfinita per i frutti, si addormenta nel sonno dell’inverno e le giornate vedono diminuire la luce e crescere la notte. Non a caso è in questi giorni che la Chiesa inizia la liturgia dell’Avvento, i giorni più bui dell’anno e dunque giorni del lungo vegliare. Questi sono i giorni nei quali la luce è desiderata e invocata più che mai, fino a Natale che, tradizionalmente, è il giorno nel quale il sole e la sua luce tornano a vincere le tenebre.
 
La nostra vita umana e spirituale, con i suoi tempi e la sue stagioni, con il suo ritmo quotidiano così ripetitivo e uniforme, in realtà forma un tutt’uno con il ritmo della natura. Ritmo umano e ritmo cosmico, ritmo dello spirito e ritmo della terra sono una cosa sola, a dire che la natura non è il fondale dei nostri giorni, la natura non vive solo attorno a noi ma vive con noi fino a vivere in noi.
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 La misericordia è la capacità che ha Dio di anticiparti, prima che tu decida di andargli incontro: la pecora perduta è raggiunta dal pastore, mentre è ancora lontana, a rischio di vita, e non sta tornando indietro all’ovile; il figlio prodigo invece ha deciso di tornare, ma il padre l’ha già perdonato in anticipo, lo abbraccia prima che apra la bocca per le scuse che aveva preparato; la moneta perduta è cercata dalla donna di casa mentre è perduta in…

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Abbiamo gioito per la canonizzazione di Madre Teresa. La sua personalità si staglia all’orizzonte di questo nostro tempo come un arcobaleno di virtù. E, come l’arcobaleno, non si impone con la forza delle grandi imprese ma con la delicatezza di un animo mite; un animo che lascia fluire nello sguardo e nelle parole di quella piccola donna tutto l’amore di cui è capace una creatura umana.

Nulla fa più paura. Né la violenza della natura che squassa la terra e…

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Orario delle Sante Messe

Festivo:

Ore 8.15 San Giovanni
Ore 9.45 Matini

Ore 11,00 Chiesa della Badia
Ore 18.30 Chiesa Madre

Feriale:

Ore 18.00 Chiesa Madre

 

*Orario dal  11-04-2017

Santo del giorno

san francesco d'assisi pastore e martire