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La chiesa che tu ami
In Cile Papa Francesco ha lanciato proprio questa domanda: «Com’è la Chiesa che tu ami?». Parlava ai sacerdoti, ai consacrati/e e ai seminaristi, ma la domanda va fatta a tutti i battezzati che riconoscono la Chiesa come madre, perché per mezzo di lei hanno ottenuto il dono della vita divina. Del resto non si dà ministero che non sia per una comunità ed è nella comunità che si sviluppano i ministeri. Il Papa ha usato un’immagine…

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Carissimi Amici,

nell’approssimarsi del Natale del Signore anche per noi risuona l’invito rivolto ai pastori nella Notte santa: «Andate a Betlemme, troverete un bimbo in una mangiatoia avvolto in fasce». Nel Bambino nato a Betlemme la salvezza operata da Dio si è manifestata e tutti gli uomini possono contemplarla e accoglierla nel loro cuore. A Natale Dio si fa uomo, perché l’uomo condivida la vita divina; si fa pellegrino sulle strade del mondo, perché l’uomo ritrovi la strada dell’incontro con…

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XXIV DOMENICA DELL’ANNO

(Letture: Siracide 27,33-28,9; Salmo 102; Romani 14,7-9; Matteo 18, 21-35)

  L'unica misura del perdono è perdonare senza misura 

 

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette (...).

 «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta…

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Il Vangelo della risurrezione di Gesù Cristo incomincia con il cammino delle donne verso il sepolcro, all’alba del giorno dopo il sabato. Esse vanno alla tomba, per onorare il corpo del Signore, ma la trovano aperta e vuota. Un angelo potente dice loro: «Voi non abbiate paura!», e ordina di andare a portare la notizia ai discepoli: «È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea». Le donne corrono via subito, e lungo la strada Gesù stesso si fa…

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La via della  nonviolenza

“Che siano la carità e la nonviolenza a guidare il modo in cui ci trattiamo gli uni gli altri nei rapporti interpersonali, in quelli sociali e in quelli internazionali”. Questo auspicio è il cuore del messaggio che Papa Francesco invia per la giornata della pace 2017.

Non si tratta di buonismo, di arrendevolezza, di sforzo ascetico ma del frutto di una consapevolezza, che ogni persona è “immagine e somiglianza di Dio”, che siamo gli uni per gli altri “doni sacri dotati di una dignità immensa”. È facile riconoscerlo quando le relazioni sono buone e riguardano i nostri cari, ma non altrettanto facile “nelle situazioni di conflitto”. Ecco, è qui che siamo chiamati a fare “della nonviolenza il nostro stile di vita”. La storia ci insegna che la violenza non ha mai raggiunto obiettivi duraturi, anzi ha sempre “scatenato rappresaglie e conflitti letali che recano benefici solo a pochi «signori della guerra».

Non ha peli sulla lingua il nostro Pontefice, anche perché fa affidamento sulla «buona notizia» di un Gesù che “predicò instancabilmente l’amore incondizionato di Dio che accoglie e perdona, e insegnò ai suoi discepoli ad amare i nemici e a porgere l’altra guancia”. Egli ha percorso fino alla fine, fino alla croce, la via della nonviolenza, per cui “essere veri discepoli di Gesù oggi significa aderire anche alla sua proposta di nonviolenza”.

Benedetto XVI in un Angelus   aveva affermato: “La nonviolenza per i cristiani non è un mero comportamento tattico, bensì un modo di essere della persona, l’atteggiamento di chi è così convinto dell’amore di Dio e della sua potenza, che non ha paura di affrontare il male con le sole armi dell’amore e della verità”. Molti sono i testimoni che si sono lasciati guidare da questa convinzione, anche tra le altre tradizioni religiose.

Ribadisce il Papa: “Nessuna religione è terrorista. La violenza è una profanazione del nome di Dio. Non stanchiamoci mai di ripeterlo: «Mai il nome di Dio può giustificare la violenza. Solo la pace è santa. Solo la pace è santa, non la guerra!»”. Il Papa ricorda il pensiero di Gesù che attribuisce al cuore dell’uomo la radice della violenza, per cui è da lì che bisogna partire, per passare attraverso l’esperienza familiare, “indispensabile crogiuolo” attraverso il quale tutti i componenti imparano a comunicare e a prendersi cura gli uni degli altri e dove i conflitti vengono superati “con il dialogo, il rispetto, la ricerca del bene dell’altro, la misericordia e il perdono”. Questa logica dovrà poi passare nel mondo e irradiarsi in tutta la società, perché “un’etica di fraternità e di coesistenza pacifica tra le persone e tra i popoli non può basarsi sulla logica della paura, della violenza e della chiusura, ma sulla responsabilità, sul rispetto e sul dialogo sincero”.…

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Orario delle  Messe Festive

 Estive

Ore  8,15- Chiesa di S. Giovanni

Ore  9,45 Chiesa di San Francesco Matini

Ore 18.30 Chiesa Madre

  orario feriale

Ore  18,30 in Chiesa Madre

 *Orario dal  16-07-2019

Santo del giorno

san francesco d'assisi pastore e martire